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I ghiacciai delle Alpi svizzere hanno perso più del 5% del loro volume di ghiaccio nel 2026, in quello che le fonti descrivono come il secondo peggior calo annuale mai registrato.

Diverse fonti indicano una perdita del 5,5%, mentre il dato è riportato anche in forma arrotondata come superiore al 5%. Il Guardian precisa che la misura del 5,5% riguarda i primi otto mesi del 2026; il materiale disponibile non chiarisce se tutti i resoconti adottino lo stesso periodo di rilevazione.

Il calo del 2026 è descritto come il secondo più consistente nella storia delle rilevazioni, appena al di sotto del record registrato nel 2022.

L’arretramento si inserisce in una perdita molto più ampia: nei cinque anni dal 2021 i ghiacciai svizzeri hanno perso quasi il 20% della loro massa o del loro volume. Una stima più precisa riportata dal Guardian indica il 19,4%.

I resoconti collegano la rapidità della fusione alle intense ondate di calore e a un inverno caratterizzato da scarse nevicate o da condizioni asciutte.

Secondo il South China Morning Post, il monitoraggio alla base dei dati è stato condotto dalla rete Glacier Monitoring in Switzerland, conosciuta con l’acronimo GLAMOS. Il materiale fornito non include però la metodologia dello studio.

La riduzione dei ghiacci avviene nel contesto del cambiamento climatico e, secondo i resoconti disponibili, mette sotto pressione le riserve idriche, gli ecosistemi e le comunità in diverse aree d’Europa.

Deutsche Welle riferisce inoltre che alcuni esperti avvertono della possibilità che determinati ghiacciai possano rimanere senza ghiaccio entro 10-15 anni. Si tratta di una proiezione attribuita a esperti: le informazioni disponibili non indicano né quali ghiacciai siano coinvolti né chi abbia formulato la stima.