Il risultato segna una sostanziale battuta d'arresto parlamentare per il blocco di Netanyahu. I suoi 53 seggi sono ben al di sotto dei 68 che controllava al suo apice nel precedente parlamento. L'opposizione principale ha ottenuto 48 seggi, mentre i partiti a guida araba si sono assicurati i restanti 19, secondo la distribuzione finale riportata.
Il conteggio è stato dichiarato completo, ma i risultati richiedevano ancora la certificazione e la presentazione al presidente di Israele. Il materiale fornito non stabilisce che questo ulteriore passaggio procedurale possa alterare l'assegnazione dei seggi riportata.
Il Likud aveva diffuso accuse di irregolarità da parte dei partiti a guida araba dopo che gli exit poll avevano indicato che Netanyahu aveva subito una battuta d'arresto. In seguito ha inasprito la retorica affermando che le elezioni erano state "rubate" e sostenendo che un'assistenza straniera avesse contribuito a determinare l'esito. Le accuse sono state presentate nel resoconto fornito come prive di fondamento o avanzate senza prove.
Le affermazioni si sono intensificate dopo che il giudice della Corte Suprema Noam Sohlberg, che presiede la commissione elettorale israeliana, ha deferito gravi sospetti di una possibile interferenza straniera all'agenzia di sicurezza Shin Bet. Sohlberg ha dichiarato di non poter verificare le affermazioni, ma ha chiesto all'agenzia di indagare a causa della loro gravità.
La commissione elettorale ha affermato che l'indagine non ha influito sui risultati finali e che le accuse di violazioni sistematiche dell'integrità elettorale erano prive di fondamento o infondate. Il materiale fornito documenta quindi un'inchiesta su delle accuse, non prove che il Qatar o un'altra entità straniera abbiano interferito nel voto.
È stato riferito che membri del partito di Netanyahu hanno accusato il Qatar di coinvolgimento. Il Qatar ha negato l'accusa, definendola "ridicola e pericolosa". La smentita e l'indagine sono accertate nel resoconto, ma il coinvolgimento del Qatar in sé non lo è.
Gli oppositori di Netanyahu hanno accusato il suo schieramento di demonizzare i cittadini arabi e di tentare di delegittimare i risultati elettorali dopo che i partiti a guida araba hanno ottenuto buoni risultati. Tale critica rimane un'accusa dell'opposizione piuttosto che un dato accertato in modo indipendente nel materiale fornito.
La distribuzione dei seggi lascia aperta una possibile strada verso un governo di maggioranza se i partiti di opposizione si unissero ai partiti a guida araba. Le fonti descrivono tale esito come una possibilità, non come una coalizione completata, e non stabiliscono se i partiti coopereranno.
Il risultato crea quindi sia una sfida parlamentare per il blocco di Netanyahu, sia una disputa su come interpretare i guadagni dei partiti a guida araba. Ciò che è accertato è la perdita della maggioranza del blocco e il deferimento delle accuse di interferenza per un'indagine; se vi sia stata un'interferenza straniera e quale governo emergerà rimane una questione irrisolta.