Trump ha descritto l'operazione come minore o mirata, secondo le ricostruzioni di The Guardian e The Hindu. Il presidente ha affermato che gli attacchi hanno disattivato un dispositivo contraereo. La località indicata, l'isola di Qeshm, si trova nello Stretto di Hormuz, un corso d'acqua strategicamente importante identificato nelle fonti fornite come cruciale per le spedizioni di petrolio.
The Hindu ha riferito che, secondo Trump, il dispositivo è stato messo fuori uso in circa 15 minuti, forse 5. Tale tempistica, così come l'entità dei danni riportati, non è stata verificata in modo indipendente nel materiale fornito. Separatamente, i media statali iraniani hanno riferito di aver udito due esplosioni nell'area di Suza sull'isola di Qeshm, secondo quanto riportato da The Guardian.
L'annuncio è giunto mentre proseguivano gli sforzi diplomatici riguardanti il conflitto. The Guardian ha descritto un'accelerazione dell'attività diplomatica, mentre The Hindu ha riferito che Teheran stava valutando le proposte dei mediatori. Anche Al Jazeera ha riportato progressi nei negoziati tra Washington e Teheran.
Le tre fonti fornite concordano sul fatto che l'attacco abbia rappresentato una nuova azione militare statunitense contro l'Iran, ma forniscono dettagli limitati sull'operazione stessa. Non stabiliscono il numero esatto o il tipo di armi utilizzate, non forniscono cifre verificate sulle vittime né confermano in modo indipendente l'intera portata dei danni al sistema di difesa aerea iraniano.
Le ricostruzioni disponibili stabiliscono quindi un nuovo attacco statunitense associato all'isola di Qeshm e un'affermazione pubblica di Trump secondo cui un sistema di difesa aerea è stato disattivato. Non forniscono un resoconto dettagliato del governo iraniano sull'incidente, lasciando incerti i danni riportati e qualsiasi conseguenza più ampia mentre i contatti diplomatici continuano.