L'incidente ha comportato un'aggressione al comandante mentre i due si trovavano nel pozzetto. Le informazioni disponibili descrivono l'evento come un'accusa nei confronti del co-pilota e non come un accertato riscontro di colpevolezza.
Secondo il resoconto del Japan Times, il comandante è riuscito ad aprire la porta del pozzetto, consentendo alle altre persone a bordo di immobilizzare l'aggressore.
Il Japan Times riferisce inoltre che gli investigatori negli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che il co-pilota stava pianificando un atto terroristico. Nelle fonti disponibili, tale ricostruzione rimane attribuita agli investigatori e non è accompagnata da ulteriori dettagli indipendenti.
Al Jazeera riferisce che il co-pilota è stato identificato come Hamam al-Hammami. Tuttavia, l'identificazione non è confermata da una seconda fonte tra quelle esaminate.
The New Indian Express ha descritto l'attacco nel pozzetto come un incidente che avrebbe quasi causato lo schianto del velivolo. Tale caratterizzazione compare nel titolo dell'articolo, mentre i materiali forniti non contengono dettagli aggiuntivi a supporto della descrizione.
Le 3 pubblicazioni concordano sul nucleo dell'incidente: un attacco presumibilmente compiuto dal co-pilota nei confronti del comandante a bordo di un velivolo Flydubai. Tuttavia, non forniscono il numero di volo, la rotta o la posizione precisa dell'incidente.
Le fonti disponibili inoltre non stabiliscono la data esatta dell'incidente, né chiariscono la posizione giuridica del co-pilota o il possibile esito dei procedimenti nei suoi confronti. Sia l'identità riportata da Al Jazeera sia l'accusa, attribuita agli investigatori emiratini, che abbia pianificato un atto terroristico rimangono pertanto da verificare.